Solo pochi giorni fa GeoHot ed il suo team hanno rilasciato ufficialmente l’hack per la console di Sony, la PS3.

In un primo momento l’azienda nipponica non aveva reagito alla pubblicazione dei codici da parte di GeoHot, ma la reazione della casa non si è fatta attendere troppo. Poco dopo il rilascio del codice da parte degli hacker, infatti, Sony si è rivolta alla conte americana prima per obbligare GeoHot a rimuovere il materiale non approvato dal proprio sito web, poi per denunciarlo per la violazione di svariate leggi.

Tra le varie leggi violate e azioni scorrette messe in atto da GeoHot, a detta di Sony, dovrebbero rientrare: legge federale Computer Fraud and Abuse Act, che vieta di accedere ai computer senza autorizzazione e l’analoga legge dello stato della California; violazione del copyright per aver incoraggiato e aiutato altri a superare le barriere di sicurezza di PS3 e di aver infranto i termini del servizio Playstation Network; interferenza con le relazioni tra Sony e gli altri clienti PSN, violato il diritto di titolarità di Sony sulla PS3 e, per concludere, si sarebbero appropriati indebitamente delle proprietà intellettuali della casa nipponica.

Sony ha chiesto alla corte d’impedire che gli hacker distribuiscano il jailbreak (o hack) e sollecitato la consegna di tutto l’hardware e il software che integra il codice. L’azienda ha richiesto inoltre il pagamento dei danni e delle spese legali.

Nel frattempo Geohot, parlando alla BBC, si è professato abbastanza tranquillo sul fatto che l’azione di Sony non abbia alcuna base per arrivare al successo. Il team fail0verflow ha infatti dichiarato di non avere mai approvato, supportato, approvato o incoraggiato la pirateria. "Non abbiamo pubblicato le chiavi di codifica o firma. Non abbiamo diffuso alcun codice di Sony o derivato da esso".

L’obiettivo di GeoHot e del suo team, infatti, è stato, fin dall’inizio, quello di ripristinare la possibilità di installare sistemi operativi alternativi e software homebrew sulla console. Non è colpa di GeoHot, poi, se alcuni hacker sviluppano software homebrew per avviare giochi scaricati da interenet o masterizzati senza autorizzazione.

La casa nipponica, comunque, sta studiando il problema e secondo voci di corridoio sarebbe pronta a interventi anche duri, con ban diretti ad account PSN e addirittura alle console modificate, anche non connesse al PSN. Finora però non si è visto ancora nulla di concreto.

Io non possiedo una PS3 e, di conseguenza, non ho potuto eseguire la modifica. Voi avete provato a farla? La userete per installare sistemi operativi alternativi o per avviare giochi masterizzati?

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