Google Chrome Bloccherà Le Pubblicità Dal 15 Febbraio (Non Tutte)

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Ci siamo: dal 15 Febbraio 2018 Google Chrome inizierà a bloccare e nascondere le pubblicità troppo fastidiose sui siti internet

L’ad-blocker di Chrome arriverà a Febbraio 2018

Come da programma, Google ha confermato che il browser Chrome inizierà a bloccare la visualizzazione delle inserzioni pubblicitarie più invadenti nel mese di febbraio 2018.

  • Il blocco inizierà il 15 Febbraio 2018, con l’arrivo di Chrome 64 stabile
  • L’abilitazione sarà dunque effettuata da remoto e, con tutta probabilità, avverrà in modo graduale attraverso un rollout progressivo
  • Le pubblicità che saranno bloccate sono quelle in Flash Player, quelle che riproducono audio senza permesso dell’utente e quelle che occupano l’intera pagina
  • I siti avranno 30 giorni per adattarsi prima del blocco degli ads

Google lo aveva detto e ha mantenuto le promesse: da metà Febbraio 2018 le pubblicità più fastidiose e invadenti dei siti internet saranno bloccate in automatico dal browser internet Chrome.

Proprio come Opera, anche il browser Google Chrome vuole tutelare l’esperienza utente durante la navigazione web e per farlo al meglio gli sviluppatori di Google hanno deciso di eliminare alla radice le pubblicità che distolgono l’attenzione dell’utente da quello che sta leggendo sul web.

Cosa ne penso?

Da una parte sono d’accordo con la scelta di Google, visto che alcuni siti internet abusano dei banner pubblicitari, ne mettono veramente troppi all’interno delle loro pagine e usano soluzioni molto, troppo invadenti, soprattutto quando abbiamo a che fare con enormi banner video che riproducono filmati con l’audio, che a volte ci possono anche mettere in imbarazzo mentre siamo con altre persone.

Dall’altra, lato admin di un sito web che vive di pubblicità, sono preoccupato: se Google blocca le pubblicità, unica fonte di entrate per YLU e altri siti come il nostro, come faremo a pagare le spese del server, del sistemista, dell’agenzia che ci segue e tutto il resto?

Ok, l’utente non deve essere sommerso dalle pubblicità, ma senza pubblicità noi non portiamo a casa neanche 1 €. E nello stesso tempo nemmeno Google, che vende gli spazi pubblicitari agli inserzionisti.

Staremo a vedere come cambieranno le cose quando il blocco delle pubblicità su Chrome da parte di Google avrà inizio. 

La battaglia di Google a favore di Ads migliori

Come anticipato, la feature non bloccherà tutto l’advertising in modo indistinto, ma solo ed esclusivamente quello che non soddisfa gli standard previsti dal Better Ads Experience Program.

La novità era stata anticipata a Giugno 2017 e ormai Big G è pronto per la rivoluzione: da Febbraio 2018 le pubblicità e i banner troppo invadenti saranno bloccati in automatico su Google Chrome.

Nel frattempo Google continua la sua battaglia per migliorare l’efficienza e l’efficacia degli annunci pubblicitari, con l’obiettivo di massimizzare i ricavi per inserzionisti ed editori e quello di migliorare sempre più l’esperienza utente all’interno dei siti internet.

Speriamo solo che la maggior parte degli inserzionisti si adatti il prima possibile a queste nuove regole imposte da Google per i “Better Ads”.

I siti avranno 30 giorni per adeguarsi

I siti che attualmente mostrano banner e pubblicità “non gradita” da Google, saranno prima di tutto avvisati da Big G. Successivamente avranno 30 giorni di tempo per adeguarsi. Se non lo faranno, saranno bannati dal network di Google e al loro interno non compariranno più gli annunci di Google, azzerando in questo modo le entrate pubblicitarie. 

Un sito escluso dal network pubblicitario di Google potrà comunque provare ad adeguarsi alle regole anche dopo essere stato escluso e potrà richiedere una nuova analisi da parte di Google. In caso di esito positivo, il portale potrà riprendere nuovamente la collaborazione pubblicitaria con Big G.

Cosa ne pensi di questa nuova politica di Google sulle pubblicità? Giusta? Sbagliata? Funzionerà? Faccelo sapere nei commenti!

Vedremo se Google riuscirà in questo modo a trovare il giusto punto d’equilibrio tra le esigenze di chi naviga e le giustificate necessità di creare introiti di chi gestisce un sito Web e ne sostiene le spese.

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