Google molla Huawei: addio aggiornamenti Android e Play Store

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Google abbandona Huawei: Big G sospende la collaborazione con Huawei, a rischio l’accesso al Play Store e i futuri aggiornamenti di Android

Huawei, licenze Google e Android sospese

AGGIORNAMENTO 21 MAGGIO

Google, sospesa la collaborazione con Huawei: accesso al Play Store e futuri aggiornamenti Android a rischio.

IN AGGIORNAMENTO

Dagli USA arriva una notizia che ha dell’incredibile, ma invece pare che sia tutto vero.

Stando a quanto riportato dall’agenzia stampa Reuters, infatti, a seguito del divieto imposto da Trump, Google avrebbe deciso di togliere licenze software ed hardware a Huawei, eccezion fatta per quelle open source.

Google abbandona Huawei: cosa succede?

Ma concretamente cosa significa tutto questo? Cosa succederà a Huawei?

Huawei Technologies Co Ltd, riporta la Reuters, “perderà immediatamente l’accesso agli aggiornamenti del sistema operativo Android e le prossime versione dei suoi smartphone commercializzate al di fuori della Cina (Europa compresa n.d.r.) perderanno anche l’accesso ad applicazioni e servizi tra cui il Google Play Store e Gmail”.

Secondo la fonte, i dettagli dei servizi specifici sarebbero ancora in via di decisione interna a Google.

A quanto pare, però, Huawei continuerebbe ad avere accesso alla versione AOSP del sistema operativo Android disponibile tramite licenza open source (quella liberamente accessibile a chiunque desideri utilizzarlo per capirci).

Google, invece, non fornirà più a Huawei il supporto tecnico e la collaborazione per i servizi Android.

In soldoni, sui telefoni Huawei non dovremmo più vedere le app di Google pre-installate (GMail, Play Store, YouTube, Maps..) e in più non ci sarà supporto ufficiale da parte di Google agli aggiornamenti di Android.

Le parole ufficiali di Google

Ecco le parole ufficiali di un portavoce di Google a riguardo:

“We are complying with the order and reviewing the implications. For users of our services, Google Play and the security protections from Google Play Protect will continue to function on existing Huawei devices.”

I telefoni già sul mercato sono salvi

Chi ha già un telefono Huawei è “salvo”, nel senso che su quello smartphone il Play Store continuerà a funzionare, con tutti gli altri servizi di Google annessi.

Il problema è che i telefoni Huawei già in commercio NON potranno ricevere ulteriori aggiornamenti software certificati da Google. Quando Huawei rilascia un aggiornamento software, infatti, questo deve essere certificato da Google in modo da poter essere compatibile con tutti i servizi di Big G (Play Store e tutti gli altri) e, considerando che Google non approverà più nessun aggiornamento software a Huawei, questo significa che in futuro difficilmente gli attuali smartphone di Huawei saranno aggiornati (anche perché un eventuale aggiornamento dovrebbe necessariamente rimuovere dal telefono tutti i servizi Google).

Il ban vale anche per l’Europa?

SI.

Anche se voluto da Trump per gli USA, Google NON collabora più con Huawei a livello mondiale.

Quindi, a meno di smentite dell’ultima ora, anche in Europa i telefoni Huawei non avranno il Play Store e tutti gli altri servizi Google.

Le dichiarazioni di Huawei

Di seguito lo statement ufficiale di Huawei relativo alla possibile sospensione della licenza Android da parte di Google.

“Huawei has made substantial contributions to the development and growth of Android around the world. As one of Android’s key global partners, we have worked closely with their open-source platform to develop an ecosystem that has benefitted both users and the industry. Huawei will continue to provide security updates and after sales services to all existing Huawei and Honor smartphone and tablet products covering those have been sold or still in stock globally. We will continue to build a safe and sustainable software ecosystem, in order to provide the best experience for all users globally.”

Perché Trump ce l’ha con Huawei?

Per fartela breve, il Presidente Americano Trump ce l’ha tanto con Huawei perché è convinto che l’azienda cinese installi backdoor e software spia nei telefoni e in tutto il resto dell’hardware e software che viene venduto negli USA dalla compagnia.

In sostanza Trump accusa Huawei di mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, anche se al momento non ha fornito nessuna prova pubblica di quanto sostiene. 

Ad ogni modo, al momento Trump ha messo Huawei e 68 delle sue sussidiarie in una blacklist che impedisce a tutte le aziende americane di avere scambi economici con queste società. 

In soldoni, Google è stata obbligata a terminare la propria collaborazione con Huawei, non aveva altra scelta.

E come Google, anche tutte le altre aziende americane che hanno a che fare con Huawei per qualche motivo dovranno cessare ogni attività (come ad esempio Qualcomm, Intel, NVIDIA…).

Tornando a parlare della collaborazione Google-Huawei, a seguito del divieto imposto da Trump, l’azienda cinese potrà continuare a usare il codice sorgente di Android (quello open-source) per costruire il sistema operativo dei suoi smartphone e la sua interfaccia EMUI, ma non potrà installare nei propri telefoni i software di Google.

Huawei ha già pubblicato qualche settimana fa una lista dei telefoni che riceveranno l’aggiornamento ad Android Q, ma a questo punto non sappiamo se e quando arriverà questo aggiornamento.

Anche HONOR è colpita dal ban degli USA di Trump

La decisione presa la scorsa settimana da parte dell’amministrazione Trump, che ha inserito Huawei nella blacklist commerciale negli Stati Uniti d’America, andrà a colpire anche HONOR.

Pur essendo indipendente dal punto di vista commerciale, HONOR è legata a doppio filo a Huawei, con la quale condivide gran parte delle proprie risorse, a partire dalla filiera produttiva, dal software e dalle tecnologie utilizzate negli smartphone e nei tablet.

Il ban di Google andrà dunque a colpire anche HONOR.

Restano dunque valide le stesse considerazioni relative agli smartphone già commercio, che continueranno ad accedere al Play Store, ma per i nuovi modelli la situazione appare alquanto complicata.

IN AGGIORNAMENTO

FONTE

Per sdrammatizzare (avrei comprato il P30 Pro oggi, ma il sito da cui lo stavo comprando è andato offline durante l’acquisto..):

Anche Intel, Qualcomm e Broadcom sospendono gli accordi

Come temevamo, IntelQualcomm e anche Broadcom si uniscono a Google sospendendo i contratti di fornitura con Huawei a seguito del ban deciso dal Governo statunitense.

La notizia non ha ancora carattere di ufficialità, ma viene riportata da Bloomberg che fa riferimento alla sospensione con effetto immediato degli accordi attualmente esistenti.

Allo stato attuale Intel fornisce a Huawei i chip per i server e i processori per la sua linea di portatili, mentre il ruolo di Qualcomm è minore.

Dalle fonti, Huawei ha già adottato misure per fronteggiare quanto si sta verificando, accumulando scorte di chip e processori dai fornitori statunitensi che le consentirebbero di andare avanti almeno per 3 mesi (periodo sufficiente per stabilire se il ban imposto dagli Stati Uniti sarà permanente o in qualche modo superabile).

Non è da escludere che anche altre aziende decideranno di rispettare gli ordini del Governo: tra le tante, infatti, Microsoft potrebbe scegliere di sospendere gli accordi di fornitura del sistema operativo Windows usato nei portatili Huawei.

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