Apple si adegua al DMA in Europa con iOS 17.4: COSA CAMBIA

Apple, al via la rivoluzione in UE: app store, metodi di pagamento e browser alternativi. Cosa cambia per Apple e App Store con iOS 17.4 e DMAApple cambia tutto in Europa: app store di terze parti su...

26 gennaio 2024 12:26
Apple si adegua al DMA in Europa con iOS 17.4: COSA CAMBIA -
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Apple, al via la rivoluzione in UE: app store, metodi di pagamento e browser alternativi. Cosa cambia per Apple e App Store con iOS 17.4 e DMA

Apple cambia tutto in Europa: app store di terze parti su iOS, browser alternativi e cloud gaming

Sembra incredibile, ma è tutto vero: Apple si appresta a rivoluzionare completamente il suo App Store e il sistema operativo iOS/iPadOS per smartphone e tablet.

Senza perderci in chiacchiere, andiamo a scoprire quali sono tutte le novità che Apple introdurrà a breve per gli utenti europei (e solo per loro).

Perché Apple cambia tutto in Europa?

Semplice, perché è stata costretta a rispettare i dettami del Digital Markets Act europeo, che diventerà pienamente operativo a marzo.

Cosa cambia per App Store, iOS e iPadOS?

Le novità ed i cambiamenti sono tantissimi, così tanti che diventa difficile elencarli tutti.

Ma cerchiamo di procedere con calma e analizzare insieme tutti i cambiamenti che Apple introdurrà a breve in Europa, e quindi anche in Italia.

App Store di terze parti

Questa è senza dubbio la novità più attesa.

Con iOS 17.4 gli utenti avranno finalmente la possibilità di installare app store di terze parti, sancendo la fine dell'esclusività dell'App Store di Apple come unico modo per scaricare e installare applicazioni su iPhone.

ATTENZIONE: questo NON significa che gli utenti potranno scaricare e installare liberamente le app su iPhone e iPad, come invece avviene su Android.

Questi app store alternativi, infatti, per poter essere utilizzati dovranno passare attraverso il processo di approvazione di Apple.

Ad ogni modo, una volta che il negozio di app sarà scaricato, l'utente dovrà autorizzare il permesso di scaricare app sul dispositivo.

A questo punto sarà possibile scaricare dall'app store alternativo tutto ciò che c'è a disposizione.

Sarà inoltre offerta la possibilità di impostare come predefinito un app store alternativo.

Gli sviluppatori potranno scegliere su quali app store rendere disponibile la propria app, ma Apple manterrà comunque una parte di controllo sul processo di distribuzione: tutte le app dovranno essere approvate da Apple e rispettare una serie di requisiti di base.

Inoltre gli sviluppatori dovranno distribuire la stessa versione della loro app su ogni app store che decidono di utilizzare.

Il processo di verifica di Apple controllerà la presenza di malware e in generale che l'app non ponga rischi per la sicurezza della piattaforma e per la privacy dell'utente.

Non vi sarà però alcun controllo sui contenuti e sullo standard di qualità: questi parametri saranno eventualmente lasciati ai singoli marketplace.

Resta dunque da capire se saranno approvati da Apple quegli store che contengono app illegali o piratate. Lo scopriremo comunque a brevissimo.

Per poter realizzare un marketplace, gli sviluppatori dovranno fornire a Apple una lettera di credito da un istituto finanziario con rating A (o equivalente da S&P, Fitch o Moody's) di € 1.000.000 per stabilire mezzi finanziari adeguati al fine di garantire supporto finanziario sia ad altri sviluppatori che agli utenti. Questa lettera di credito verrà rinnovata automaticamente su base annuale.

Nuove regole per App Store: cambia il piano commissionale

I cambiamenti comportano anche una revisione delle politiche tariffarie per gli sviluppatori.

Chi sceglie di continuare a distribuire le proprie app tramite l'App Store nativo potrà sfruttare un piano commissionale ridotto rispetto all'attuale.

In particolare, la commissione ordinaria passerà dal 30% al 17% e dal 15% al 10% per chi rientra nel programma Small Business.

Le app installate tramite marketplace alternativi non vedranno alcun addebito commissionale da parte di Apple, ma potrebbero essere soggette a commissioni diverse decise dal gestore del marketplace.

Gli sviluppatori avranno inoltre la possibilità di scegliere se processare i pagamenti tramite Apple o usare un sistema di pagamento alternativo, anche per gli acquisti in-app. Nel primo caso vi sarà una commissione aggiuntiva del 3%.

Viene poi introdotta una nuova "Core Technology Fee", che prevede il pagamento di 0,50 euro per installazione per account su base annuale per qualsiasi app installata tramite App Store o tramite negozi alternativi.

Questo dazio sarà gratuito per il primo milione di installazioni. Un'app gratuita o freemium che diventerà "virale" e viene scaricata più di un milione di volte, in pratica, potrebbe essere costretta a pagare tariffe decisamente elevate.

Gli sviluppatori avranno la possibilità di scegliere se aderire ai nuovi termini commerciali o attenersi a quelli attuali di App Store.

Chi dovesse scegliere di continuare con le regole attuali, continuerà a vedersi applicato il medesimo piano commissionale. L'adesione ai nuovi termini è però necessaria per chi desidera poter sfruttare app store alternativi.

Apple stima che oltre il 99% degli sviluppatori “ridurrà o manterrà le tariffe dovute ad Apple” in base ai nuovi termini commerciali e che “meno dell’1%” degli sviluppatori pagherebbe una tariffa per la tecnologia di base.

L'azienda di Cupertino ha comunque messo a disposizione degli sviluppatori un sistema di calcolo delle tariffe con uno schema di confronto del primo anno di installazioni, così da aiutare nella scelta tra le due possibilità.

Con iOS 17.4 arrivano anche i browser non-WebKit

Finalmente Apple consentirà di eseguire browser con motori di rendering diversi da WebKit anche su iOS e solo per gli utenti dell'Unione Europea.

Come ben sappiamo, su App Store sono sempre stati disponibili vari browser per la navigazione web, tutti però basati su WebKit, la stessa tecnologia su cui si basa Safari.

A partire da marzo, però, gli sviluppatori potranno realizzare browser (standalone o in-app) usando motori di rendering alternativi come Chromium o Gecko.

Anche in questo caso sarà necessaria un'autorizzazione da parte della Mela, che verrà concessa dopo aver superato una serie di requisiti di sicurezza.

Una volta che un browser sarà autorizzato, però, potrà avere accesso a varie funzionalità della piattaforma iOS, tra cui il sistema di autenticazione Passkey.

Apple sta inoltre preparando una schermata per Safari che consentirà all'utente di scegliere il browser predefinito preferito. 

Su app store arrivano i servizi di Cloud Gaming

Infine, Apple si dichiara disponibile ad ospitare sull'App Store servizi e app per lo streaming di giochi.

Finalmente, dunque, servizi come GeForce Now o Xbox Cloud potranno essere fruiti in maniera nativa tramite app e non, come possibile in precedenza, solo tramite accesso da browser web.

Gli sviluppatori potranno inviare ad App Store un'app con la capacità di riprodurre in streaming l'intero catalogo di giochi che offrono, senza la necessità di approvare ogni singolo gioco (come avveniva in precedenza).

Apple avverte comunque che "ogni esperienza resa disponibile in un'app sull'App Store dovrà aderire a tutte le linee guida di revisione dell'App Store, e la sua app host dovrà mantenere una classificazione per età dei contenuti".

Contrariamente alle altre novità, l'apertura verso servizi e app di game streaming e cloud gaming non è riservata solo agli utenti dell'Unione Europea, ma viene applicata a tutte le giurisdizioni.

Apertura a terzi del chip NFC

Ultima ma non meno importante novità degli update a iOS 17.4 è l‘apertura a terzi del chip NFC, offrendo agli utenti la possibilità di impostare il servizio/app di default per i pagamenti.

Il punto di vista di Apple

La possibilità di installare marketplace alternativi sarà una prima volta assoluta nella storia di iPhone e, nel comunicato stampa con cui ne annuncia le modalità, Apple non nasconde il suo disappunto per le nuove normative europee, che a suo dire porteranno rischi di sicurezza e una peggior esperienza utente.

Nonostante tutte le remore, Apple deve adeguarsi, ma lo farà a modo suo, con l'intento di limitare i rischi a cui verranno esposti gli utenti dell'Unione Europea (secondo quanto dichiarato).

FONTE

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