UE, dazio 3€ sui pacchi Temu e Shein sotto 150€

Dal 1° luglio 2026 l’UE introduce dazio 3€ sui pacchi sotto 150€: stretta su Temu, Shein e micro-spedizioni dalla Cina

12 febbraio 2026 16:52
UE, dazio 3€ sui pacchi Temu e Shein sotto 150€ -
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Stop ai pacchi low cost sotto i 150 euro: l’UE introduce il dazio da 3€ e cambia le regole dell’e-commerce

Ci siamo: dopo i rumor delle scorse settimane, ora arriva l'ufficialità.

L’Unione Europea dice basta alla franchigia doganale sotto i 150 euro e approva in via definitiva una misura destinata a cambiare gli equilibri dell’e-commerce internazionale.

Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore un dazio forfettario di 3 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra UE, colpendo direttamente piattaforme come Temu, Shein, AliExpress e altri marketplace low cost.

La decisione, ratificata l’11 febbraio 2026 dal Consiglio dell’Unione Europea, punta a contrastare quella che viene definita una distorsione del mercato a danno delle imprese europee, da anni in competizione con operatori capaci di sfruttare un’esenzione doganale considerata ormai obsoleta.

Ecco i dettagli.

Perché l’UE elimina l’esenzione sotto i 150 euro

Per anni, i pacchi di valore inferiore a 150 euro hanno beneficiato di un regime agevolato che ne permetteva l’ingresso nel mercato unico europeo senza applicazione di dazi doganali. Un vantaggio che ha favorito l’esplosione delle micro-spedizioni legate all’e-commerce.

Secondo i dati della Commissione Europea:

  • dal 2022 il numero di piccoli pacchi è raddoppiato ogni anno

  • nel 2024 si è raggiunta quota 4,6 miliardi di spedizioni

  • il 91% proveniva dalla Cina

Un flusso imponente che, secondo Bruxelles, ha generato effetti distorsivi: prodotti venduti a pochi euro e spediti dall’altra parte del mondo entrano senza dazi, mentre le aziende europee operano tra normative ambientali rigorose, costi del lavoro più elevati e regole fiscali stringenti.

Makis Keravnos, ministro delle Finanze di Cipro e portavoce della presidenza di turno del Consiglio UE, ha sottolineato come l’abolizione della franchigia sia essenziale per garantire concorrenza leale e contrastare pratiche come la frammentazione delle spedizioni per aggirare i controlli.

Come funziona il nuovo dazio UE da 3 euro sui piccoli pacchi

Il nuovo sistema non prevede una tassa unica per spedizione, ma un meccanismo più strutturato.

Dal 1° luglio 2026 sarà applicato un dazio di 3 euro per ogni categoria merceologica contenuta nel pacco con valore inferiore a 150 euro.

Non conta quindi solo il valore totale della spedizione, ma la tipologia dei beni al suo interno.

Esempio pratico: perché il costo può raddoppiare

Se un pacco contiene:

  • una camicetta di seta

  • due camicette di lana

le merci rientrano in due diverse categorie doganali. Il dazio complessivo sarà quindi di 6 euro (3 euro per ciascuna categoria), anche se uno dei prodotti è presente in quantità maggiore.

Il contributo è calcolato sulle sottovoci tariffarie, rendendo meno conveniente l’invio di ordini misti con prodotti appartenenti a categorie differenti.

L’obiettivo è scoraggiare il modello delle spedizioni multiple a basso costo, che fino a oggi transitavano senza dazi, oltre all’IVA già riformata nel 2021.

Una misura ponte verso la riforma doganale digitale

Il dazio forfettario da 3 euro è definito come misura transitoria. Rimarrà in vigore dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 e potrà essere prorogato.

Nel frattempo, l’UE sta lavorando alla riforma complessiva del sistema doganale, con l’introduzione del nuovo centro doganale digitale europeo, noto come EU Customs Data Hub, previsto per il 2028.

La piattaforma centralizzata sostituirà i 27 sistemi nazionali, consentendo controlli più rapidi e coordinati e imponendo ai marketplace una maggiore responsabilità nella riscossione dei dazi direttamente al checkout.

I dazi doganali, ricordiamo, rappresentano una delle risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea: una parte degli importi riscossi resta agli Stati membri per coprire le spese di gestione.

Impatto su logistica e rotte europee

Uno scenario simile si è già intravisto in Italia con l’introduzione di una tassa da 2 euro sui pacchi extra UE sotto i 150 euro prima dell’entrata in vigore del quadro europeo.

Le grandi piattaforme hanno reagito riorganizzando le rotte logistiche sfruttando il mercato unico, dirottando spedizioni verso hub come Liegi, Budapest, Francoforte, Colonia e Parigi, con successivo trasporto su gomma verso l’Italia.

Tra i primi effetti osservati:

  • oltre 30 voli cargo in meno a Malpensa

  • un calo vicino al 40% delle spedizioni sotto i 150 euro nelle prime settimane

  • aumento del traffico su strada e possibili impatti sulle emissioni

Una dinamica che mostra come le piattaforme di e-commerce possano adattarsi rapidamente, sfruttando il sistema europeo per ottimizzare costi e logistica.

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