Un italiano alla corte Huawei

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Guarda all’Italia il colosso cinese degli smartphone Huwei. Il marchio capace di scalare le classifiche di vendita e conquistare il terzo posto tra i prodotti più amati del mercato, iniziando anche a preoccupare Samsung e Apple, ha assoldato una mente italiana per fare il punto sulla cybersecurity. E’ Battista Biggio, ricercatore dell’Università di Cagliari presso il Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (Diee).

Da Cagliari alla Cina

La cybersecurity in Cina parla italiano. Uno strano gioco delle carte, volendo, ma Huawei ha fortemente voluto che a parlare di questo delicato e attualissimo tema alla sua convention fosse un cervello italiano. Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università del capoluogo sardo, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018. Si tratta, oramai, di un appuntamento mondiale per il setore e per gli addetti ai lavori, particolarmente atteso.

Chi è Battista Biggio

Battista Biggio è docente presso l’Università di Cagliari, lavora presso il Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE). Ha all’attivo anche una importante collaborazione con il PRALab. A lui è stato recapitato l’invito, da parte del colosso della telefonia mobile, per visitarne il Quartier generale e tenere un talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Ad ascoltarlo un pubblico d’eccezione, con in prima fila figure del calibro del Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.

I temi trattati

Nel suo discorso, Biggio ha toccato molti temi di grande interesse. Si è soffermato soprattutto su quei sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, spiegando anche come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati. Il professore, poi, si è soffermato ancora sulla manipolazione dei virus informatici e sulle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale. Si tratta di tematiche sulle quali è impegnato da molto tempo, proprio grazie alla collaborazione con il PRALab. Gli argomenti toccati nel corso delle sue riflessioni non sono finiti. Ha parlato anche delle metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

Huawei, il nuovo che avanza

In poco tempo il costruttore cinese ha scalato le classifiche mondiali attestandosi come il produttore di alcuni degli smartphone più amati dal mercato internazionale. Una storia che sembra stia per ripetersi con il connazionale Xiaomi, a breve in commercio anche in Italia attraverso appositi punti vendita e assistenza. I prodotti Huawei, infatti, sono particolarmente amati: solo un esempio per far capire quanto il mercato sia favorevole ai prodotti Huawei: il caso Huawei P20 Pro.

Presentato il 27 marzo, in solo quattro settimane, in Europa, ha fatto registrare un boom delle vendite pari al 316 per cento rispetto a quanto ottenuto dalla stessa casa produttrice, un solo anno prima, con il modello P10 Plus. A sostenere le vendite è stato il Regno Unito, seguito da Francia e Germania.

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