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Ora è UFFICIALE: ristoratori e gestori di locali possono verificare il Green Pass, ma NON possono chiedere i documenti di identità ai clienti. Cosa devi sapere

Con il Green Pass NON ti possono chiedere i documenti di identità

Finalmente la notizia, che circolava in rete già da giorni, è diventata ufficiale.

In breve, i gestori di locali pubblici (bar, ristoranti, eventi, palestre..) possono chiederti il Green Pass per entrare (se previsto dalla legge), ma NON possono chiederti i documenti di identità.

Proprio così: i titolari di bar e ristoranti (e simili) “non potranno chiedere la carta d’identità ai clienti” per verificare la titolarità del Green Pass.

Va da sé, dunque, che se usi un Green Pass di un’altra persona (possibilmente stesso sesso ed età simile alla tua) i gestori dei locali NON possono verificarlo.

Ti ricordo però che in questo caso stai commettendo un FALSO per il quale, se vieni scoperto dalle Autorità, puoi essere denunciato penalmente e civilmente, quindi ti SCONSIGLIO caldamente di farlo.

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Quello che devi sapere per tutelare i tuoi diritti, invece, è che se un gestore di un locale (o chi per esso) ti chiede i documenti di identità per verificare il Green Pass, sta infrangendo la legge, quindi puoi chiamare i Carabinieri per fare valere i tuoi diritti.

Ecco la notizia.

Green Pass: gestori dei locali NON possono chiedere documenti di identità – LA NOTIZIA

TORINO (ITALPRESS) – “Non si può pensare che i controlli sul green pass li facciano le forze di polizia, questo sarebbe distogliere dal loro compito prioritario che è garantire la sicurezza mentre non escludo qualche controllo a campione da parte della polizia amministrativa”.

Lo ha detto il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso di una conferenza stampa a Torino, rispondendo a una domanda sul Green Pass.

Quanto ai titolari dei locali, “la regola è venga richiesto il Green Pass senza il documento di identità”, ha chiarito il ministro, che ha aggiunto: “Su questo è in preparazione una circolare”.

AGGIORNAMENTO 11 AGOSTO

Dopo l’intervento del Garante della privacy, viene chiarito che verificare i documenti spetterà alle forze dell’ordine, tranne in caso di “palese difformità” tra la persona e i dati sul certificato.

In pratica i gestori dei locali al chiuso avranno l’obbligo di controllare il Green pass, ma non gli è dovuto l’accertamento della corrispondenza con l’identità del cliente, che spetterà alle forze dell’ordine, tranne in caso di “palese difformità o incongruenza” tra la persona e i dati riportati sul certificato verde.

A far chiarezza è la circolare del Viminale, arrivata dopo le polemiche sul pass obbligatorio per l’ingresso in bar e ristoranti al chiuso.

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Fonte, Fonte 2

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