Dal 20 giugno 2022 sarà completato lo switch-off al DBV T2. Se usi una TV comprata prima del 2017 potrebbe essere necessario acquistare un decoder o cambiarla

SWITCH OFF DVB-T2: ecco le date

Dopo lo switch off al DVB-S2, è tempo di fare il punto sullo switch off al DVB-T2, che prenderà il via nel corso dell’anno appena iniziato.

Come abbiamo detto più volte, infatti, nel 2021 inizierà la fase in cui saranno liberate le frequenze: se hai una TV vecchia (prima del 2017), potrebbe essere necessario cambiarla o acquistare un decoder per continuare a vedere la televisione.

Ma procediamo con ordine e vediamo di seguito il calendario completo dello switch off DVB-T2, in modo da capire quando sarà necessario risintonizzare il nostro decoder (o cambiarlo proprio).

DVB-T2: il calendario dello switch off per regioni e province

Prima di tutto ti segnalo che lo switch off DVB-T2 inizierà a Settembre 2021, quindi c’è ancora tempo prima di farsi prendere dal panico.

In particolare, il 1 Settembre 2021 inizierà lo switch off nelle aree 1 e 3 all’MPEG-4 nelle seguenti regioni e province:

  • Emilia Romagna: Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini;
  • Friuli Venezia Giulia: Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine;
  • Lombardia: Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese;
  • Piemonte: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano Cusio Ossola, Vercelli;
  • Provincia autonomia di Trento e Bolzano;
  • Valle D’Aosta: Aosta;
  • Veneto: Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza.

In questa area lo switch off terminerà il 31 Dicembre 2021.

La seconda fase inizierà poi nel 2022.

In particolare, dal 1 Gennaio 2022 al 31 Marzo 2022 sarà la volta di:

  • Campania: Avellino, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno;
  • Lazo: Frosinone, Latina, Rieti, Roma, Viterbo;
  • Liguria: Genova, Imperia, Spezia, Savona;
  • Sardegna: Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Sud Sardegna;
  • Toscana: Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato, Siena;
  • Umbria: Perugia, Terni.

Infine, dal 1 Aprile 2022 al 20 Giugno 2022 sarà la volta delle aree restanti:

  • Abruzzo: Chieti, Aquila, Pescara, Teramo;
  • Basilicata: Matera, Potenza;
  • Calabria: Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia;
  • Marche: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino;
  • Molise: Campobasso, Isernia;
  • Puglia: Bari, Barletta-Andria-Trani, Brindisi, Foggia, Lecce, Taranto;
  • Sicilia: Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani.

Tutto chiaro?

Nota importante

Il passaggio, nel dettaglio, prevede due fasi.

Quella indicata è la fase di passaggio allo standard MPEG4, mentre il passaggio alla codifica H.265 o HEVC avverrà tra il 21 ed il 30 Giugno 2022.

Il primo passaggio riguarderà lo standard di codifica MPEG-2, che sarà abbandonato a favore del più avanzato MPEG-4, ovvero la tecnologia che consente la visione dei programmi in HD. Chi possiede una TV che non riceve canali in alta definizione, dovrà dotarsi di un decoder o cambiare il proprio televisore già a partire da questa data.

Il secondo passaggio, previsto tra il 21 e il 30 giugno 2022, riguarderà lo standard di trasmissione e vedrà il sistema DVB-T2 HEVC sostituire l’attuale DVB-T.

Come già anticipato, nella prima fase del passaggio, i canali DTT abbandoneranno lo standard MPEG-2 per usare esclusivamente l’MPEG-4 (attualmente impiegato solo dai canali HD, quelli dal 500 in su). La transizione definitiva invece avverrà a luglio del 2022 con il passaggio allo standard HEVC.

Cosa è il DVB-T2?

E’ il nuovo digitale terrestre di seconda generazione.

In particolare, il DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Second Generation Terrestrial) è lo standard di ultima generazione per le trasmissioni sulla piattaforma digitale terrestre del consorzio europeo DVB e saranno diverse regioni italiane a dover procedere a risintonizzare i canali che si trovano nella nuova banda di frequenza a 700 MHz.

Come controllare se la mia TV e il mio decoder sono compatibili con il nuovo standard HEVC?

Esiste un test molto semplice da fare e che consiste nel sintonizzarsi sul canale 200 (canale di test Mediaset) o sul 100 (canale di test Rai).

Se si visualizza una schermata statica con la scritta “Test HEVC Main10”, si può stare tranquilli: il proprio televisore riceverà il nuovo segnale tv anche dopo che il passaggio alla nuova tecnologia sarà ultimato (nel 2022).

E se non si vede la scritta? 

Se andando sui canali 200 e 100 non si visualizza niente (uno schermo nero oppure non sono neppure sintonizzati i canali 200 e 100), allora significa il televisore in questione potrebbe non essere abilitato al nuovo standard. Il condizionale è d’obbligo e comunque, prima di fiondarsi a comprare un nuovo apparecchio, è bene risintonizzare tutti i canali e poi provare ad andare di nuovo sul canale 200 o sul 100.

A questo punto possono succedere quattro cose:

  1. Sui canali 200 e 100 compare la scritta “Test HEVC Main10”. In questo caso il televisore è abilitato al nuovo segnale, quindi tutto OK, problema rientrato
  2. I canali 200 e 100 non si sintonizzano. Ciò può dipendere da molti fattori, difficile scoprire la causa, che comunque potrebbe anche essere la TV non compatibile
  3. I canali 200 e 100 vengono ricevuti ma sono occupati da un’altra emittente. In questo caso vale la pena provare a spostare questa emittente su un numero diverso tramite sintonizzazione manuale
  4. I canali 200 e 100 vengono ricevuti ma lo schermo rimane nero. In questo caso siamo certi che la TV non supporta lo standard HEVC Main10. E’ molto probabile, dunque, che tu debba cambiare la TV o comprare un decoder.

Ricorda che puoi sfruttare il Bonus TV

Prima di concludere con l’articolo, ti ricordo che è stato previsto dal Governo un bonus fino a 50 euro che permette di adeguare il vecchio televisore o di comprarne uno in grado di supportare il nuovo standard DVB-T2.

L’incentivo può arrivare fino a un massimo di 50 euro: nel caso in cui il decoder dovesse costare meno, anche il bonus verrebbe erogato in maniera ridotta.

Per accedere all’incentivo, le famiglie con reddito Isee fino a 20 mila euro dovranno scaricare un apposito modulo disponibile sul sito del MISE attraverso il quale autocertificheranno di avere diritto al contributo. 

Il bonus verrà erogato direttamente dal negoziante che, al momento dell’acquisto, dovrà inserire il codice fiscale dell’acquirente sul sito dell’Agenzia delle entrate, insieme ai riferimenti del documento di identità e ai dati identificativi del prodotto.

Nella prima dichiarazione fiscale utile il negoziante recupererà lo sconto applicato tramite credito d’imposta.

Sono stati destinati 151 milioni di euro per i consumatori a partire dal prossimo 18 dicembre e fino al 2022.

FONTE

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